Dalle sfilate “spring/summer 18” l’asimmetria di Haider Ackermann, Jacquemus e David Koma.

Tre designer, tre visioni diverse. Eppure, ad accomunare i mondi Ackermann, Jacquemus e David Koma, è lo studio sartoriale o “architettonico”.

In un momento dove tutto ammicca allo street style, allo sportswear e allo styling; Ackermann, nella sua nuova collezione, difende la modellistica con tocchi di asimmetria sugli eleganti tuxedo rossi e bianchi. Veste una donna matura, che predilige linearità e grafismi.

 

 

Per il giovane Jacquemus, stilista parigino tra i più seguiti, la fluidità dei drappeggi asimmetrici fa pensare ad un romantico lavoro sul manichino; ovvero quando negli atelier, si crea l’abito seguendo le forme della donna e il mood del designer.

 

Il georgiano David Koma, prende spunto da Pierre Cardin e gli indumenti per atleti, per un risultato per niente street o sportivo. I suoi tagli sono definiti e sculturali, la façon degli abiti impeccabile e le rouges asimmetriche contornano il suo ideale di ragazza “maratoneta”.

 

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